La
cultura dell'arbitrato
Un
istituto giuridico poco conosciuto in Italia
Il
prof. Elio Fazzolari, docente all'università di Roma "La
Sapienza" si è fatto carico di divulgare un importante
istituto giuridico, quale l'arbitrato, fondando, con altrettanti
validi collaboratori, una rivista trimestrale. La rivista ha sede
in Roma presso l'Associazione Italiana per l'Arbitrato (A.I.A.)
associazione conosciuta per aver gestito importanti arbitrati
internazionali e per essere referente del legislatore in materia
arbitrale, come da ultimo per la novella dell'83 ed il nuovo progetto
di riforma dell'arbitrato.
In questa rivista l'illustre cattedratico esamina l'istituto dell'arbitrato
avvertendo come la persona comune sa poco nulla su questa alternativa
alla giustizia dello Stato e dove ne sa qualcosa è portato
a ritenere che si tratti di un "lusso".
Tutti ricordiamo, per averne avuto notizia dai giornali, come
anche i più grandi industriali abbiano fatto sovente ricorso
agli arbitri per risolvere importanti vertenze, vedasi da ultimo
il caso Mondadori, ma difficilmente, ci è venuto in mente
di devolvere ad arbitri le proprie controversie legali.
È opportuno sapere, prima di entrare ad illustrare, seppur
per sommi capi, questo istituto giuridico, che l'arbitrato è
molto più seguito negli altri Stati, in particolare nel
Nord America, Inghilterra, Francia e Germania, rispetto al nostro
Paese; ricordo, comunque, che l'Italia ha aderito alle convenzioni
di New York del 1958 ed a quella di Ginevra del 1961, convenzioni
queste che rappresentano le fonti primarie dell'arbitrato internazionale.
Nel nostro Paese esistono Camere Arbitrali presso molte Camere
di Commercio anche se, invero, non molto attive. Si stanno invece
sviluppando le Camere Arbitrali speciali che si occupano esclusivamente
di determinati problemi quali, ad esempio, quelli immobiliari
o di carattere specialistico vedasi in proposito la Camera Arbitrale
Veneta istituita presso l'Associazione industriale di Padova.
Molto attive sono altresì le Camere Arbitrali di categoria,
quali la Camera Arbitrale dell'Associazione Cotoniera Italiana,
la Camera Arbitrale del Commercio dei Cereali e dei Semi con sede
in Genova ed infine la Camera Arbitrale per il Commercio delle
Pelli.
Per una migliore conoscenza dell'Istituto e delle sue finalità
segnalo l'ottimo libro di Piero Pajardi "l'Arbitrato",
Pirola Editore, 1990 Milano, che comprende altresì un massimario
completo commentato sulla giurisprudenza di legittimità
e di merito dal 1980 al 1988.
Anche a Bologna è nata una importante associazione che
riunisce ottimi professionisti ed ha come scopo la divulgazione
della cultura dell'arbitrato. Questa associazione che per l'appunto
si chiama Associazione per la Divulgazione dell'arbitrato - A.P.D.A.
- ha sede in Piazza San Domenico n.9.
Per avere qualche ulteriore notizia su questa associazione e i
suoi scopi mi sono recato nella sede ove il presidente, avv. Francesco
Arnone, ha cortesemente accolto l'invito per illustrare ai nostri
lettori questa iniziativa.
D.: Presidente, potrebbe chiarirci in cosa consiste l'arbitrato?
R.: Ovviamente non è pensabile di poter condensare in poche
definizioni un istituto che, nella sua accezione più lata,
è sorto con le prime comunità civili; cercherò
comunque di tratteggiarne alcuni profili.
L'arbitrato ha come presupposto una controversia giuridica che
consiste nel contrasto fra posizioni e pretese giuridiche. La
controversia sfocia in una decisione, che più propriamente
si chiama lodo, emessa dall'arbitro che è terzo rispetto
alle posizioni delle parti.
Fra la controversia ed il giudizio sta il processo arbitrale,
cioè lo svolgimento di attività che si concludono
con il lodo ed alle quali partecipano le parti svolgendo le rispettive
difese tramite i propri legali.
D.: E' dunque un Processo!
R.: Certamente; con l'enorme vantaggio che i tempi, rispetto a
quelli della giustizia ordinaria, sono assolutamente più
ristretti. Si pensi che un processo ordinario dura in media 8-10
anni mentre quello devoluto ad un arbitro o ad un collegio arbitrale
non più di tre - sei mesi.
D.: Ma la sentenza, cioè il lodo ha poi efficacia vincolante
tra le parti?[......]
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(Uomini e trasporti,
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