LA MERCANZIA
Rivista trimestrale di informazione della Camera di Commercio.

nato a diventare il pilastro europeo della Nato; ma proprio da questa proposta traspare la volontà di voler contrastare, con la supremazia sul piano militare, la supremazia economica della Germania. Non a caso gli esperimenti nucleari francesi sono stati portati pervicacemente a termine a di-spetto della forte opposizione in-terna e di gran parte delle nazioni alleate.
Certo è, che di fronte alle ricorrenti crisi nazionali, molte delle quali hanno coinvolto paesi europei, l'Europa ha dimostrato finora di non avere una politica estera e di sicurezza comune. L'ultima dimostrazione si è avuta in occasione del conflitto nella ex Jugoslavia.
Mentre la Commissione Europea si dibatte su questi ed altri problemi, scivola il giornale fra le mani e nelle news si delinea sempre più l'approssimarsi all'orizzonte del 2 gennaio 2003, anno nel quale scompariranno le sin-gole monete e nascerà l'Euro la moneta unica europea (Specchio Economico marzo 1996).
Non è ipotesi virtuale, ma è un dato di fatto che consegue la constatazione che il Trattato di Maastricht non può essere cestinato o annacquato perché i danni per l'Europa sarebbero irreparabili.
Siamo saliti su un treno che corre ad una velocità esponenziale al trascorrere del tempo e che non può essere fermato fino all'arrivo.
Prepariamoci dunque volenti o nolenti alla nuova moneta ed a cambiare la nostra svalutata liretta in Euro.
Un'operazione che è solo apparentemente tecnica in quanto si dimostra essenzialmente politica nel senso più ampio e completo del termine e, quindi, deve essere capita dall'operatore, dall'impresa e dalla famiglia, dalle istituzioni come da tutti i cittadini.
Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi ha de-dicato un saggio per prevedere cosa succederà il 2 maggio 2003. Da quel giorno le monete nazionali non potranno più circolare; dalle carte magnetiche alle gettoniere ai sistemi di contabilità automatizzati, alle leggi che regolano pagamenti e trasferimenti di

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